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Textile Magic! – Fuorisalone Design Week 2017

FUORISALONE  DESIGN WEEK  4 – 9 aprile 2017

5VIE DISTRICT

TEXTILE MAGIC

Cuoremilano  nella sua sede in Via Nirone 19, in occasione del Fuorisalone 2017, organizza la mostra Textile Magic, a cura dell’architetto Antonella Avanzini  e della collezionista Mariagrazia Oppo.  Uno sguardo attento nel mondo del tessuto e nell’universo delle arti tessili, per un viaggio nella abitazione tribale e nella intimità della casa e della famiglia.

 

C’è il tempo per imparare a guardare?

Guardare ciò che insegna a riconoscere le leggi dell’esistenza e ci dà gioia?

Si, c’è tempo. Guardare le cose che abbiamo intorno e che ci sembrano scontate, porterà a scoprire che tramite noi, si crea.

Questa mostra nasce dall’incontro di due persone con differenti percorsi e storie, che si sono ritrovate in un comune pensiero: c’è una ricchezza nel “saper fare” che dobbiamo tornare a godere.

Gli oggetti esposti provengono da territori che partendo dalla Turchia  arrivano fino alle steppe dell’Asia centrale e raccontano di un “saper fare” connaturato all’ambiente, alla famiglia e al gruppo sociale.

I Cuval, (si pronuncia ciuvàl, sacche), i Kilim  (tessuti piani per vari usi), i Suzani (teli ricamati), ci permettono di avvicinare la cultura del tessere.  Oggetti che possono portarci lontano, tanto in profondità almeno quanto nello spazio, in un luogo dove si può attingere alla certezza del passato per trovare la forza di sostenere le possibilità future.

Il Tessuto

Nei miti antichi l’atto del tessere era collegato allo scorrere della vita e al controllo del fato su di essa.

Il tessuto ha avuto e ha tuttora, un ruolo fondamentale in tutte le società e in particolare in quella nomade, della zona tra le montagne del Caucaso e le aspre terre dell’Asia centrale.

La lana è il materiale più comodamente accessibile, sempre a portata di mano nel corpo degli animali che migrano insieme alle famiglie;  non vi è dipendenza per realizzare gli oggetti di cui si ha bisogno; con il materiale a disposizione si fa quasi tutto quello che serve: abitazioni, borse contenitori, oggetti per decorare e scaldarsi.

Tessuti in lana, tinta sia con coloranti totalmente naturali (o a partire dal 1860 anche sintetici), tosata da pecore locali, lavorata e filata sul posto.

Questi manufatti tessuti a mano, con telaio, avevano all’interno dell’abitazione varie funzioni d’uso. Messi al suolo definiscono uno spazio, separato visivamente, speciale, pulito, sacro; un’isola arrotolabile e privata in un grande mondo: per separare dal terreno, per coprire, per dormirci e per molto altro.

Fatti dalle donne per la loro dote, sono gli ultimi esemplari di una cultura in estinzione, poiché la tradizione e l’organizzazione sociale nomade da cui scaturiva questo lavoro collettivo è stata costretta a interrompersi; dove la produzione di manufatti tessuti tradizionali prosegue  è soprattutto per scopi commerciali e non d’uso familiare.

Una cultura, quella nomade, che permetteva a tutte le famiglie, non solo quelle abbienti, di produrre “gioia per gli occhi”: attraverso l’uso di colori e rapporti di forme, costituiva un sistema armonico tra uomo, oggetto, mondo esterno.

Il tessuto, trasmette la ricchezza culturale che sta dietro alla sua creazione: i simboli ed i colori che parlano un linguaggio planetario, che sfugge alle catalogazioni e che solo la sensibilità personale può interpretare.

Cuval

Nella vita nomade, e non solo, i Cuval  servono per contenere i beni, sia alimentari (granaglie) che altro, proteggere e traslocare. ll termine significa semplicemente “sacca” in turco e rappresentano spesso le espressioni più deliziose ed originali che si possono trovare tra i manufatti tessuti in queste culture.

Suzani

Provengono dall’Uzbekistan e da aree limitrofe. Ricamati per lo più con seta grezza su tela di cotone, erano parte essenziale della vita domestica, portando allegria e armonia nella vita quotidiana.

L’utilizzo di strisce di tessuto stretto Bordure , ricamate, da aggiungere ad altri manufatti tessili, è diffuso in molte culture. La tradizione uzbeka ne partecipa con grande maestria, producendo bei bordi di grande armonia e vivacità ricamati con seta a punto croce.

 La magia del tessere, ieri ma anche oggi!

Il Contatto

Gli elementi naturali, sono la linfa di cui l’uomo ha bisogno. Dopo la rivoluzione industriale il modo di vivere delle persone è così cambiato che tutte le conoscenze più semplici sono state dimenticate.

Serve oggi un “contatto” che mantenga l’uomo in relazione con il pianeta, con la terra, con le essenze del vivere.

Lo spazio del creare

E’ lo spazio del privato, può essere ricco di elementi che ci mettono in contatto con l’esterno e con noi stessi. L’arte del tessere, attraverso materiali strettamente legati alla natura e alla terra, ci permette di creare un collegamento tra l’interno e l’esterno, tra il noi e la terra.

L’intimità e la magia

L’atto della tessitura riveste da sempre forti caratteri simbolici e dentro la casa realizza un atto creativo forte e potente.

Lo spazio che attiene alla propria dimora, è il luogo che noi abbiamo il potere di trasformare direttamente. Le azioni di chi trasforma, culture nomadi o sedentarie, comprendono le relazioni affettive tra animali, piante, terra e persone.

Questo è un vero potere, che oggi viene ormai delegato alla produzione  esterna alla famiglia (produzione industriale). Il potere di sapere usare gli oggetti, di esporli o nasconderli, di mostrare i colori, d determinare il tipo di armonia ed energia, ha un effetto a molti livelli e si riflette sul gruppo di persone affidate alla cura di chi agisce.

Chi lavora e realizza la preparazione degli oggetti, tra cui i tessuti – dalla filatura alla tintura alla tessitura – usa uno strumento tramite il quale si appropria materialmente della realtà e che in modo magico incide sugli stati d’animo dei componenti del suo mondo, famigliari e comunità.

Chi comanda l’universo interno, limitato nello spazio ma con radici profonde nell’affettività, influenza le scelte che i famigliari fanno e che portano come riflesso nel mondo esterno.

Il valore

Gli oggetti che sono tessuti nelle modalità e nei materiali disponibili alla famiglia, sono utilizzati sia per funzioni pratiche, sia per funzioni simboliche.

La ritualità del tessere è un valore che possiamo mantenere anche nella famiglia contemporanea: gli oggetti che noi stessi produrremo direttamente, con le immagini che noi riteniamo simboliche, daranno a noi la “grazia” derivante dal gesto manuale e porteranno nel mondo intimo della nostra famiglia e nel mondo esterno la nostra traccia spirituale.

I prodotti tessili e la tessitura rimangono uno dei cardini della cultura umana. Riassumono nella loro mutevole ricchezza di colori e texture, il completo concetto di home decor.

Attraverso il lavoro della Associazione e a questa esposizione temporanea, desideriamo mettere in contatto gli uomini e le donne contemporanei con questa tecnica: sì artigianale, ma anche un po’ rituale. Lo facciamo insegnando alle persone a tessere: con i laboratori, i corsi, i seminari.

Gli oggetti tessuti sono l’essenza primaria di ogni attuale elemento di design e riassumono completamente nella loro mutevole ricchezza di colori e texture, il concetto di home decor. Portiamo lo spirito magico del tessere e della sua simbologia anche nella casa di oggi, perché piccole magie quotidiane faranno dell’abitare un mondo felice.

Distretto 5VIE

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