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Oggi come ieri Milano è capitale culturale #1

Da Petrarca a Bookcity

Milano corre sempre. Come un quadro futurista tutto trascina e trasforma in nuova vitalità. Parte dalle rotative, prende velocità nelle pubblicazioni dei mensili, curva tra mille settimanali e svolta decisa verso i quotidiani (carta che riutilizza subito per avvolgere le verdure ai mercati rionali, prima di riciclarla a dovere).

Eppure riesce a trovare il momento per fermarsi e riflettere sulle pagine di un libro. Che sia di carta o digitale poco importa: pubblicare e leggere sono la sua passione, scrivere è il suo segno distintivo. Sarà per questo che è stata nominata quest’anno Città creativa Unesco per la Letteratura. Il successo della settima edizione di Bookcity ne è la conferma: una grande festa diffusa capace di coinvolgere tutta la città. Palazzi storici, teatri, librerie, biblioteche, cortili, case private, persino la linea di filobus 90-91,  alcuni taxi,  Associazioni, volontari, Case editrici, scrittori e lettori di ogni età : tutti, da giovedì 15 a domenica 18 novembre sono protagonisti di incontri, progetti e appuntamenti che riguardano il mondo letterario.

Aveva ragione Lucio Dalla:

“Milano tre milioni, respiro di un polmone solo, Milano che come un uccello, gli sparano, ma anche riprende il volo …”

Quando si tratta di fare qualcosa, tutta la città si rimbocca le maniche: soffrire, ricostruire, celebrare o festeggiare, sguardo basso il milanese tira dritto e produce. Non si perde tanto in chiacchiere, fa. E cerca in tutti i modi di fare bene.

Così Bonvesin De la Riva descriveva i suoi concittadini nel De magnalibus urbis Mediolani del 1288:

I nativi di Milano di ambo i sessi sono di una statura particolare; hanno aspetto sorridente e piuttosto benevolo; non ingannano; usano malizia meno degli altri popoli, così che sono distinguibili anche più degli altri dalle restanti popolazioni”.

Un amore appassionato per la città dei Visconti, tanto da elencare solo meraviglie, a cominciare dalla forma circolare:

“… tale mirabile rotondità è il segno della sua perfezione”. Per non parlare del nome: “… nel nome Mediolanum vi sono tutte e cinque le vocali, che occupano ciascuna un posto in ogni sillaba. Se ne deduce che, come il vocabolo della nostra città non manca di nessuna vocale, così anche la città non manca di alcun bene effettivo che sia necessario ai cinque sensi dell’uomo”.

Francesco Petrarca

Milano ha accolto innumerevoli personaggi della cultura letteraria, anche insospettabili, come Francesco Petrarca.

Una targa ricorda che il poeta ha abitato dal 1353 per sei anni  in via Lanzone 53, dove oggi c’è il collegio delle Orsoline. Arriva da Avignone, su invito dell’arcivescovo Giovanni Visconti, signore della città, che gli affida delicate missioni diplomatiche.

Il poeta ama fermarsi nella vicina chiesa altomedioevale di Sant’Agostino, di fronte alla basilica di Sant’Ambrogio e in estate sfugge alla canicola nel buen retiro della Certosa di Garegnano, eretta nel 1349, alla fine del viale Certosa, dalla quale appunto prende il nome. Oppure si isola a scrivere in lingua volgare parti del Canzoniere nella tranquilla cascina Linterno a Quarto Cagnino, in via Fratelli Zoia 194 (oggi in piena città vicino allo stadio di San Siro, ma all’epoca in aperta campagna). Lascerà Milano nel 1358, diretto a Padova, per sfuggire alla peste.In una lettera del 1353 all’amico Barbato da Sulmona descrive la sua casa vicino a S.Ambrogio:

«Ecco ho trovato un tranquillo campestre soggiorno in mezzo alla città e una città in mezzo alla campagna. Così è lecito al solitario, quando voglia, andar tra la gente e con prontezza tornare nell’ombra quando gli prende il tedio del volgo. Una sola città e una sola casa mi concedono queste alterne vicende, tenendo da me lontane la malinconia e l’ira».

In un’altra, datata il 23 agosto dello stesso anno, a Francesco Nelli aggiunge una descrizione più precisa della casa:

«è salubre, posta sul piano sinistro della chiesa, e ha davanti a sé la cupola ricoperta di piombo e le due torri della facciata, di dietro le mura della città e campi fronzuti  e spazia sulle Alpi già coperte di neve in questa fine d’estate».

La casa è priva di orto, ma Petrarca viene autorizzato «a compiere i suoi esperimenti di giardinaggio in quello di sant’Ambrogio», così tra fine settembre e i primi di ottobre Petrarca pianta, «con l’aiuto di qualcuno, spinaci, rape, finocchi e prezzemol.

CONTINUA

Nella foto dell’articolo una edizione spagnola del 1524 del libro iniziato da Francesco Petrarca nel suo soggiorno a Milano, “De remediis utriusque fortune”.

L’associazione Cuoremilano è presente all’evento Bookcity 2018 partecipando al Flash Mob di lettura ad alta voce in di citazioni di luoghi milanesi nella letteratura, Corso Magenta davanti alla Chiesa di S. Maurizio e nello Spazio Cuoremilano in Via Nirone, con un incontro di lettura libera a voce alta.

Scegli una citazione dalla Mappa Letteraria di Milano, e vieni a leggerla insieme a noi!

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