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#haringmilano. La mostra di Keith Haring a Palazzo Reale

Di Keith Haring, che ha spaziato con le sue creazioni nell’esterno delle città dipingendo superfici ampie e libere, ci si domanda come può stare, chiuso in un percorso, dentro le sale di Palazzo Reale. Ebbene si, ci sta bene! Bella è la mostra, per due motivi.

In primo luogo perchè è una mostra che sorprende. Per chi non ha familiarità con l’arte degli anni settanta e ottanta, e in particolare con la street art e non conosce Haring nel dettaglio, il rischio è rimanere sorpreso e a fine mostra  uscire con un ribaltamento di valutazione.

Quelle pitture quasi infantili a colori pieni, a tratti semplici ripetuti, privi di qualunque sfumatura, hanno dietro un bel pensiero, un bell’appoggio storico culturale. E sì, non è stata per niente “roba da bambini”.

Guardare Haring, nei video che lo mostrano all’opera, proiettati in una delle sale, fa definitivamente capire che: no, effettivamente, io in quel modo, quelle cose non sarei stato capace di farle. La “macchina da pittura automatica Keith Haring”, come un automa industriale, produce e riproduce tracce seriali, esprimendo in tratto-forma-colore una esigenza continua, controllata e inarrestabile. Non c’è esistazione, non c’è costruzione, c’è solo impulso creativo, nessun ripensamento. E alla fine: meraviglia!

In secondo luogo la mostra è bella perchè è effettivamente ben organizzata. Un allestimento chiaro, accessibile sia fisicamente che didatticamente in modo immediato. Non serve leggere.

Può servire invece ascoltare. E l’ascolto tramite un cellulare che è audioguida distribuito gratuitamente all’ingresso, dove imposti semplicemente touch screen il numero corrispondente al quadro, rende estremamente appetibile l’exhibition anche ai piccoli fruitori under 14. Un gioco anche questo: rincorrere nelle sale i quadri, scoprire a quale numero corrisponde e ascoltare una voce dallo smartphone che te lo racconta. Immediato e assolutamente così uguale alle cose che divertono oggi bambini e ragazzi, che diventa facile vivere come molto interessante e assolutamente non noiosa, anche la “mostra di quadri” al Palazzo Reale.

Consiglio vivamente perciò la visita, a chi ha voglia di un pomeriggio in giro per Milano a vedere mostre coi bambini. E non per il tipo di pittura e di soggetti, ma perchè le sale sono finalmente a misura di bambino: percorsi spaziosi, opere visibili da tutte le altezze, godibili da vicino e da lontano; chiaramente comprensibili, ben illuminate; insomma si gira senza sforzo e fatica, con soddisfazione. Certo consiglio per la visita un primo pomeriggio feriale, perchè questa volta più di altre, vale la pena avere una visione quanto più libera da interferenze, frapposte tra chi guarda e l’opera esposta.

Nel sito ufficiale dedicato alla mostra, Keith Haring/About Art, troverete approfondimenti sulla vita dell’artista e sui suoi lavori. Scomparso a soli 31 anni, nato nel 1958 e morto nel 1990, ha viaggiato in molte parti del mondo, con la ferma volontà di diffondere il più possibile il suo marchio di gioiosa spavalderia creativa, per “contagiare” il maggior numero di persone.

La mostra è aperta dal 21 febbraio al 18 giugno a Palazzo Reale a Milano.

Da non perdere.

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