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frida khalo mostra

Frida Khalo uno spirito libero in mostra a Milano

La mostra

La mostra su Frida Khalo che il Mudec ha organizzato, conferma la strada iniziata coerente al focus museale, ovvero di “Museo delle culture”.  Degli artisti a cui dedica una mostra temporanea, il museo non espone solamente le opere frutto della loro arte, ma anche il mondo del quale quegli stessi artisti e quelle stesse opere sono figli: la cultura alla quale appartengono.

Ma non solo. L’indagine viaggia, nelle modalità possibili, anche nel mondo interiore dell’artista, dal quale quelle raffigurazione sono emerse.

Ed è proprio in questa ultima parte di indagine, che la mostra di Frida Khalo esprime il meglio. Ci avvicina alla cultura messicana dagli anni trenta ai cinquanta del secolo scorso, e soprattuto alla Frida Khalo persona, sensibile e intelligente donna, al di là di quella immagine forte, quasi “immaginetta” simbolica del suo viso,  che tutti abbiamo memorizzato.

Moltissimi i documenti originali, soprattutto lettere e biglietti autografi e fotografie, inseriti nella mostra. Dai quali emerge senza filtri, senza intepretazioni da “storico dell’arte”, la personalità sorprendente della pittrice. Occorre avere pazienza, soffermarsi a leggere e a guardare con attenzione nei tavoli-bacheca all’interno delle sale, queste preziose e intime testimonianze, che mettono in luce l’anima di una donna estremamente sensibile.

Lo vediamo ad esempio in questo tenero biglietto che invia alla nipote: << Per Isolda bella del mio cuore: questo regalino è per lei, in ricordo della zia “Fisita” che l’adora, e come premio perchè si sta comportando come una brava donnina, sta lavorando molto e ha intrapreso la strada migliore per la sua vita, che è quella di essere libera e bastare a se stessa. Con tutto il mio affetto, la tua Fridu”.

Frida

Ma un po’ da tutti i documenti emerge una donna spiritosa, dolce, che ama ed è riamata. Che soffre per le sue precarie condizioni fisiche e per avere più volte perso prima della nascita, i bambini che portava in grembo. Una donna che mostra la sua fierezza ma anche la sua dolcezza. Che esprime così, semplicemente e in modo diretto, i suoi sentimenti, nella vita reale e nella vita rappresentata nei suoi quadri. Come quando in una soprendente immagine di se stessa, disegna il ritratto del marito sulla sua fronte: così, nella maniera più semplice diretta e immediata, esprime quel “sei sempre nella mia mente”, che tutti noi vorremmo sentirci dire da chi amiamo.

E ci sembra di non sbagliare a dire che per Frida Khalo la pittura è proprio come una ulteriore lingua parlata, una necessità estrema di comunicazione, semplice e ineludibile come la parola detta; se in una fotografia, scattata mentre è ricoverata in ospedale – corpo e testa imbragate in un macchinario per le trazioni – la vediamo sovrastata  da un apposito cavalletto da pittore, che le permette di disegnare anche da sdraiata guardando all’in su. Inesauribile e insopprimibile necessità di parlare tramite la mano, tramite il segno tracciato.

frida khalo in ospedale

I dipinti

Sorprende la sua pittura. Sorprendono le opere più lontane dall’immaginario comune legato ai suoi autoritratti.

Così ci stupisce la domestica sensibilità con cui ritrae alcuni degli uomini che le sono vicini, a partire dal marito. Opere che ritraggono le persone per come sono, per come si sentono, non per come devono essere visti dagli altri. Per come lei li conosce nel loro intimo. Opere dove le stesse persone ritratte sembrano intente a guardare dentro la loro anima.

E bellissime le nature morte! Così pure, ricche di cromie e così matericamente espressive, come solo in alcune composizioni del nostro rinascimento possiamo trovare. E guarda caso magari proprio in pittrici donne.

Quale lettura invece degli autoritratti? Quale il motivo per cui una donna bella, come appare nelle numerose fotografie esposte, in tutti i periodi della sua vita, si rappresenta con tanto accento sui caratteri maschili del suo viso? Forse ci da una risposta una foto di Frida ancora molto giovane, ritratta in posa con i famigliari, completamente vestita in abiti maschili. Frida donna e uomo, desiderio o realtà di quella indipendenza e libertà, spesso appannaggio del solo genere maschile, delle quali parla nella lettera alla nipote. Solo includendo maschile e femminile, forse, riusciva a vedersi e sentirsi libera fino in fondo.

natura morta frida khalo

 

FRIDA KHALO OLTRE IL MITO

Mudec – Museo delle Culture – Via Tortona 56, Milano

1 febbraio/3 giugno 2018

Link alla pagina della Mostra nel sito Mudec per l’acquisto dei biglietti.

 

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