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dentro caravaggio mostra a milano

Caravaggio e i suoi segreti

E’ davvero I-M-P-E-R-D-I-B-I-L-E la mostra titolata “Dentro Caravaggio” a Palazzo Reale a Milano. Il titolo, che pare già sentito, esprime invece molto bene quel che vediamo in questa esposizione. La mostra è infatti allestita in modo lineare, scevra da sovrastrutture inutili, ma estremamente efficace. Questa exhibition ha tre protagonisti: i quadri, le indagini tecnico scientifiche, i documenti d’archivio.

L’esposizione non nasce per raccontare il lavoro di Caravaggio – ebbene sì – ma il lavoro di chi ha studiato e analizzato i quadri di Caravaggio. Un lavoro lungo anni, che ha affrontato in una prima fase un gruppo di sue opere romane e successivamente, in vista di questa esposizione milanese, anche altre otto opere di varia provenienza. In un certo senso si deve pensare a questa mostra in una prospettiva capovolta.  A una doppia lettura da effettuare in simbiosi.

Il messaggio forte e chiaro che questa mostra invia, è far comprendere quanto la ricerca sia necessaria. Ricerca tecnico scientifica e ricerca d’archivio – che ogni anno di più si specializza ed è base sostanziale di ogni campo della conoscenza, compreso lo studio dell’arte.

E’ attraverso le indagini diagnostiche che entriamo nell’opera realizzata: attraverso gli strumenti che la tecnologia ci ha messo a disposizione, possiamo vedere sotto, sopra e attraverso la tela dipinta. Strumenti di uso ormai consolidato: utili ai restauratori, per capire meglio quale deve essere la corretta modalità di intervento; utili agli studiosi d’arte, per capire meglio in ambito teorico quali processi creativi ha percorso l’autore per realizzare la sua opera; strumenti e risultati che vengono, qui, messi a disposizione del comune visitatore, che può ora vedere e comprendere al meglio la nascita e la realizzazione dell’opera dipinta.

Il direttore di Palazzo Reale, Domenico Piraina, nel breve testo di presentazione della mostra, ci spiega che << Alla mostra abbiamo dato il titolo “Dentro Caravaggio” proprio perchè cercheremo di entrare nella testa del maestro lombardo, seguire i suoi pensieri oltre che le modalità esecutive delle opere che il visitatore si troverà di fronte.>> Io a dirla tutta non miro così in alto, e da ex restauratore mi accontento di saperne di più di tecnica e materiali usati nelle sue opere.

Incontrare in sequenza i venti capolavori di Caravaggio, fa ben capire i motivi della sua fama e dell’amore che già i contemporanei avevano per le sue opere. “Michel’Angelo Marrisi”, come si firma lui stesso in un documento di affitto presente in mostra, è nato a Milano, e lo sappiamo con certezza solo da pochissimi anni, da quando nel 2007 è stato individuato il documento che ne registra il battesimo nella Parrochia di S. Stefano in Brolo. Un sentire diretto e preciso, quello di Caravaggio, che si è alimentato tra la bergamasca e Milano, e che ritroviamo tutto nella sua pittura.

Con rinnovato orgoglio quindi, Milano organizza questa nuova mostra su Michelangelo, dopo quella del 2005, quando ancora non si era a conoscenza che Caravaggio era nato a Milano.

I quadri

Un ottimo allestimento perchè le opere sono ben distribuite nelle sale, ben esposte, ben illuminate. Ci si muove nel percorso in modo chiaro e agevole, anche in presenza di un pubblico numeroso. La selezione dei quadri presenta alcune opere spesso già esposte, ma altre sicuramente di meno frequente visione, poco presenti in giro per l’Italia.

Sopra a tutti due quadri mi hanno davvero impressionato, per la calma potenza che trasmettono nel vederli da così vicino, ad altezza d’occhi, con le figure a grandezza naturale: la Madonna di Loreto o dei pellegrini e un San Sebastiano proveniente dalla collezione del museo di Kansas City.

La tela della Madonna dei pellegrini, conservata nella Cappella Cavalletti nella Basilica di S. Agostino a Roma, è qui esposta “nuda”, essendo stata rimossa dalla sua cornice murata dell’altare della cappella. Vedere questa immagine, come dire, in purezza, permette di goderne appieno tutta la tranquilla forza, l’intelligenza: ci sembra di partecipare dei pensieri delle persone che abitano il quadro. Sembra davvero di stare accanto, essere realmente accanto a queste persone dei primi anni del milleseicento, che dopo tanto cammino, ricevono con così tanta naturalezza la comprensione e la compassione della Madre e del Figlio.

Ugualmente vedere questo San Giovanni, solo, pensieroso sui misteri della vita, del suo mondo interiore e del mondo in generale, a torso nudo, in parte coperto da un mantello e da una pelle di animale, così giovane e bello ma inerme di fronte al tutto, ci lascia attoniti. Ci coinvolge davvero in una storia lontana e impossibile, ma così reale e potente di fronte a noi, che forte è la voglia di avvicinarsi al quadro e poggiare una mano sulla sua nuda spalla e dire a lui parole di conforto.

Più che per altri artisti, per Michelangelo Merisi, grande è la differenza tra il vedere le sue opere dal vivo e osservarle nelle riproduzioni fotografiche. Forse perchè è difficile ben fotografare, ben stampare, l’immagine di opere dove così importante è il contrasto, è la luce; poichè la stessa fotografia è risultato di luce e contrasto. E bilanciare e controllare questi valori da entrambe le parti, è davvero lavoro non facile.

Io sono sempre meravigliata di fronte alla  prima vista dal vero di un quadro di Caravaggio: così sorprendentemente diverso da ciò che mi aspettavo.

Questo l’elenco dei 20 quadri, tutto e solo Caravaggio, presenti in mostra:

Giuditta con la testa di Oloferne, Roma, Gallerie di Arte antica di Roma Palazzo Barberini

Riposo durante la fuga in Egitto, Roma, Galleria Doria Pamphili

Maddalena penitente, Roma, Galleria Doria Pamphili

La buona ventura, Roma, Musei Capitolini

Ragazzo morso da un ramarro, Firenze, Fondazione Longhi

S. Francesco riceve le stimmate, Hartford (Connecticut), The Wardsworth Atheneum Museum of Art

Marta e Maria Maddalena, Detroit, Detroit Institute of Arts

Sacrificio di Isacco, Firenze, Gallerie degli Uffizi

Sacra Famiglia con San Giovannino, Collezione privata in deposito presso il Metropolitan Museum of Art new York

S. Giovanni Battista, Roma, Gallerie nazionali d’Arte Antica di Roma Galleria Corsini

S. Giovannni Battista, Kansas City, The Nelson-Atkins Museum of Art

S. Girolamo penitente, Abbazia di Montserrat, Museu de Montserrat

Incoronazione di spine, Collezione Banca Popolare di Vicenza

S. Francesco in meditazione, Cremona, Museo Civico Ala Ponzone

Madonna dei pellegrini, Roma, Basilica di S. Agostino

S. Francesco in meditazione, Roma, Gallerie Nazionali d’Arte Antica di Roma Palazzo Barberini, in deposito da Carpineto Romano Chiesa di S. Pietro

Flagellazione di Cristo, Napoli, Museo Nazionale di Capodimonte, in deposito dalla Chiesa di San Domenico Maggiore

Ritratto di Cavaliere di Malta, Firenze, Galleria Palatina

Salomè con la testa del Battista, Londra, National Gallery

Martirio di S. Orsola, Napoli, Collezione Intesa San Paolo alle Gallerie d’Italia

L’analisi tecnica

Grande grande grande l’idea di accompagnare ad ogni quadro un pannello multimediale che mostra particolari delle indagini tecnico-scientifiche effettuate sul dipinto. Grande chi, con sensibilità, ha ben pensato di nascondere il pannello dietro al quadro, evitando di intralciare il godimento dell’opera con un’altra opera “d’ingegno e comunicazione”; di non porre distrazione alcuna vicino ai protagonisti di diritto della mostra.

Per tutto quanto emerge da queste analisi, rimando al bel catalogo (ed. Skira, € 39,00 al bookshop della mostra). Molto brevemente, si può dire che visitando la mostra capiremo per ogni opera, quale tessuto Caravaggio ha usato per la sua pittura, quale fondo di preparazione ha poi steso, come ha pensato la sua opera e l’ha inquadrata sul supporto nelle prime fasi, come l’ha poi definita andando se necessario a modificare alcuni elementi, come ha continuato a costruirla nell’insieme e come l’ha completata.

I documenti d’archivio

Come accennato sopra in merito al luogo e alla data di nascita di Caravaggio, è sempre più evidente che la ricerca storica d’archivio è basilare e indispensabile per mettere punti fermi e indicare agli studiosi la direzione su cui poggiare le loro analisi e valutazioni.

Nella mostra sono presenti alcuni documenti in originale dell’epoca, che personalmente ho trovato di grandissimo interesse e che sarà senz’altro difficile avere altra occasione di vedere. Imperdibile leggere l'”Inventarium. Die 26 mensis augusti 1605″ dei beni di sua proprietà nella casa abitata da Caravaggio.

E pazienza se l‘inventario viene fatto a seguito di pignoramento stante che il Caravaggio non pagava affitto da sei mesi. Ma questo documento ci racconta che c’era << … un forzieretto coperto de corame negro con dentro un par de calzoni et un giuppone stracciati, una quitarra, una violina, un pugnale, un paro de pendenti, un centurino vecchio et un battente de porta … >>: eccolo, Michelangelo Merrisi, è proprio lui!

 

Dentro Caravaggio, Palazzo Reale, Milano, 29 settembre 2017 – 28 gennaio 2018

Orari:

  • Lunedì: 14.30 – 22.30
  • Martedì-Mercoledì: 09.30 – 20.00
  • Giovedì: 09.30 – 22.30
  • Venerdì: 09.30 – 22.30
  • Sabato: 09.30 – 22.30
  • Domenica: 09.30 – 20.00

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